BORNEOLO O.E.

Disponibilità: Disponibile

Prodotto fornito da un albero che germoglia spontaneamente nel Borneo e a Sumatra: il dryobalanops camphora. E' Capour barros dei Malesi.
Soltanto l'albero vecchio da' il borneolo che trasuda naturalmente sotto la corteccia ove lo si trova in masse cristallizzate più o meno grosse. L'albero giovane da' solo un liquido giallo chiaro: la canfora liquida.
Parti Costituenti Conosciuti:
è un alcool. Differisce, quindi dalla canfora del Giappone (la canfora abitualmente utilizzata), che è un cetone e come tutti i cetoni presenta un certo grado di tossicità (la ben nota tossicità delle essenze di assenzio, di ruta, di sabina deriva dai loro cetoni). Il borneolo, noto ben prima della canfora, è stato, da sempre considerato una panacea. Per molti secoli, il borneolo fu considerato un potente antitodo contro la peste e la sua fama terapeutica era tale che Chrosroes II, re di Persia, lo conservava preziosamente nel suo palazzo di Babilonia. Da allora diversi studiosi, durante i secoli vantarono le virtù del borneolo.
In Italia, una scoperta archeologica relativamente recente permise l'identificazione di materie organiche perfettamente conservate da più di 2000 anni in un vaso contenente borneolo. La canfora del Borneo gode, inoltre, sempre in India e in Cina di una considerazione tutta particolare.
Soltanto l'analogia di aspetto e di odore può indurre e a confonderlo con la canfora giapponese, molto meno cara del borneolo. La tossicità della canfora giapponese è innegabile. Il borneolo non nè ha alcuna. In più, il borneolo è molto più antisettico della canfora del Giappone e, al contrario di questa, è un tonico notevole.
Fonte: Cura delle malattie con le essenze delle piante (Jean Valnet)

Descrizione prodotto

Prodotto fornito da un albero che germoglia spontaneamente nel Borneo e a Sumatra: il dryobalanops camphora. E' Capour barros dei Malesi. Soltanto l'albero vecchio da' il borneolo che trasuda naturalmente sotto la corteccia ove lo si trova in masse cristallizzate più o meno grosse. L'albero giovane da' solo un liquido giallo chiaro: la canfora liquida. Parti Costituenti Conosciuti: è un alcool. Differisce, quindi dalla canfora del Giappone (la canfora abitualmente utilizzata), che è un cetone e come tutti i cetoni presenta un certo grado di tossicità (la ben nota tossicità delle essenze di assenzio, di ruta, di sabina deriva dai loro cetoni). Il borneolo, noto ben prima della canfora, è stato, da sempre considerato una panacea. Per molti secoli, il borneolo fu considerato un potente antitodo contro la peste e la sua fama terapeutica era tale che Chrosroes II, re di Persia, lo conservava preziosamente nel suo palazzo di Babilonia. Da allora diversi studiosi, durante i secoli vantarono le virtù del borneolo. In Italia, una scoperta archeologica relativamente recente permise l'identificazione di materie organiche perfettamente conservate da più di 2000 anni in un vaso contenente borneolo. La canfora del Borneo gode, inoltre, sempre in India e in Cina di una considerazione tutta particolare. Soltanto l'analogia di aspetto e di odore può indurre e a confonderlo con la canfora giapponese, molto meno cara del borneolo. La tossicità della canfora giapponese è innegabile. Il borneolo non nè ha alcuna. In più, il borneolo è molto più antisettico della canfora del Giappone e, al contrario di questa, è un tonico notevole. Fonte: Cura delle malattie con le essenze delle piante (Jean Valnet)

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Confezione 10 ml

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